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Tutte le sfide del 26° Rally del Taro

Anticipiamo i temi che animeranno le due gare in programma nel fine settimana; mirino puntato in particolare sugli equipaggi emiliani al via della manifestazione organizzata da Scuderia San Michele.

La carica dei 114. Tanti sono gli iscritti raccolti dalla Scuderia San Michele per la 26° edizione del Rally del Taro. Elenco sostanzioso nella quantità (pur se lontano dal record di due anni fa) ed ancor più interessante per la qualità degli equipaggi che si sfideranno sulle strade valtaresi. Gara ricca di spunti, che andiamo ora a sviscerare, mettendo sotto la lente d’ingrandimento in particolare le ambizioni degli equipaggi emiliani.

RALLY INTERNAZIONALE: RAZZINI SPAVENTA I BIG
Chi succederà a Luca Rossetti ed Eleonora Mori sul trono del Taro? Il sospettato numero uno, tra i sessantuno iscritti, è ovviamente l’equipaggio che approda sull’Appennino Parmense forte dei successi nei due appuntamenti precedenti dell’IRC: De Tommaso-Ascalone puntano ad un tris che potrebbe dare una spallata pesante alle ambizioni degli altri pretendenti al titolo IRCup 2019. A sfidarlo, i soliti noti: Alesssandro Re-Turati e Di Benedetto-Longo con le altre Fabia, mentre Sossella-Falzone e Porro-Cargnelutti proveranno ad inserirsi nella bagarre per il gradino centrale del podio con le loro Ford Fiesta WRC.

Tra gli outsider da tenere d’occhio - oltre a Gino-Ravera (Fiesta WRC), Re-Bariani (Fabia) e Cresci-Ciabatti (Polo) - ci sono anche tre equipaggi emiliani: in particolare, è tutta da seguire l'occasionale rentrée di Marcello Razzini nel campionato che lo ha visto tra i protagonisti della passata edizione (il pilota di Collecchio Corse correrà fuori classifica e sarà dunque 'trasparente' ai fini della classifica della serie); il parmigiano, con Daniel Taufer sulla Fabia by DP Autosport, potrebbe infastidire più di un rivale e la top-5 è legittimamente nel suo mirino. Ad un piazzamento di prestigio puntano senza mezzi termini pure Tosi-Del Barba (che si affacciano al via dalla terza posizione della classifica IRCup) e Federici-Bardini: questi ultimi sperano di replicare la splendida prova del 2017. Il geminiano Riccardo Gatti – stavolta affiancato da Moreno Toni - sale in Val di Taro per cancellare lo sfortunato inizio di stagione, mentre da Simone Rabaglia ci aspettiamo qualche progresso cronometrico. Belli-Albertini sono da vittoria in R4 e fanno l’occhiolino ad un piazzamento tra i migliori dieci. L'ultimo equipaggio emiliano in azione su una trazione integrale è quello composto da Vittorio ed Adelchi Foppiani sulla splendida Delta Integrale (A8) sulla quale il giovane pilota piacentino è chiamato prima di tutto a maturare esperienza.

Menu decisamente vario ed stuzzicante anche alla voce due ruote motrici. I reggiani Teneggi-Incerti corrono per il primato di S1600 ma si confronteranno anche con Galeazzi-Pellegrini (unici in R3T con la solita Citroen DS3) a livello di classifica di raggruppamento IRCup; peccato vedere la R3C rappresentata da un solo equipaggio (Saccheggiani-Tamagnini), mentre promette di non tradire le attese la R2B, la classe più numerosa con i suoi sedici iscritti (tutti su Peugeot 208). Qui, Rovatti-Cavicchi sono ovviamente i grandi favoriti ed a lanciare loro il guanto di sfida troveranno Nicoli-Romei (desiderosi di bissare il successo dell’Appennino Reggiano), Gubertini-Ialungo (per loro è imperativo il riscatto dopo l'immediato ko di Piancavallo), Zorra-Carbognani e quel Marco Leonardi (foto Formula News) che dodici mesi fa mise d’accordo tutti. Per un buon piazzamento scattano Zanotti- Bernardi, i bolognesi Cassarini-Menichetti, Giuseppe Gazzetti (stavolta con Sara Montaguti) ed i locali Gasparini-Lanzarotti, all’esordio sulla vettura francese.

Montanari-Costi puntano a mettersi al collo l’oro di A7, anche per onorare al meglio la memoria di Alessandro Bonacini (che del pilota era cugino) a poco più di un mese dalla tragica scomparsa; Arati-Musolesi hanno l’arduo compito di sfidare la velocissima Honda Civic dei veneti Targon-Prizzon in N3, mentre i piacentini Alessandro e Luca Guglielmetti scattano con i galloni dell’equipaggio da battere in N2; il loro cammino non si preannuncia dei più semplici anche per la presenza di Gardini-De Vincenzi, sicuramente molto combattivi e motivati a far saltare il banco sulle strade di casa, anche per raddrizzare il non felicissimo inizio di campionato. Giovanni Pelosi e Giancarla Guzzi sono impegnati in R1A e nel trofeo Twingo R1 Internazionale: il podio è un obiettivo alla loro portata. Corrono senza rivali di classe Capanni-De Gregorio (con una Seicento in A0) e Valdesalici-Sassi in RS1.4 Plus (Rover 214).

RALLY NAZIONALE: CHI FA IL SOLLETICO A VELLANI?
Buona la quota iscritti nella gara ‘tascabile’: cinquantatre gli equipaggi attesi alla partenza di sabato pomeriggio ed ai sei appuntamenti cronometrati di domenica. Roberto Vellani, per la prima affiancato dal toscano Filippo Alicervi sulla Peugeot 208, partirà davanti a tutti in virtù del successo arpionato nel 2018 ed ha tutte le intenzioni di completare la giornata di gara sul gradino centrale del podio. La concorrenza non manca, ma i pur veloci Castagnoli-Minetti e D’Arcio-Mucci (entrambi su Fabia) pagano l’inesperienza su questa vettura; Brugo-Silverstri contenderanno loro il podio. A tenere questi ultimi sulle spine ci penserà come sempre, Luca Bertani (secondo assoluto nel 2018) con la Clio S1600, quest’anno condivisa con l’esordiente Stefano Oppimitti.

Pessina-Di Tullio (Subaru Impreza) desiderano cancellare la sfortunata partecipazione al Taro dell’anno passato con un piazzamento tra i migliori dieci, giocandosela con Franco Calzolari (Mitsubishi Evo XI – A8), Zanotti-Nardini (all’esordio sulla Clio S1600), Sandrolini-Adragna (anche loro sulla Clio S1600), le Clio R3C di ‘Iceman’-Avanzi e Bonvicini-Palù e con gli equipaggi di A7 ed N3. Nella prima classe, occhi puntati sulle Clio Williams di Fontani-Pettorelli e Mazza-Figone, con Della Rosa-Pancaldi e Folli-Clemente Musiari (Peugeot 309) a cercare d’impensierirli; la N3 – la più popolosa con dieci iscritti – dovrebbe vivere sulla sfida al vertice tra Dodaro-Zanni e Ravazzini-Sforacchi, ma Bernardi-Battelli, Frazzani-Altomonte, Incerti-Debbi Burgazzi-Guglieri e Camisa-Spiga non staranno certamente a guardare (e per la vittoria di classe vanno considerati assolutamente anche i Lombardi Persico-Maini). In A6, duello emiliano tra i locali Minardi-Barberio (Citroen C2) ed i modenesi Gherardi-Ragnacci (Peugeot 206).

La N2 ha tra i candidati al successo finale i cugini piacentini Fabio e Giamaria Marcomini ed i fratelli modenesii Tonino ed Alessandro Di Marco, con Bertoli-Guarnieri e Frigerio-Bellotti attesi ad una gara in crescendo. Nella classe minore di Produzione, Foracchia-Rosi hanno le carte in regola per cercare il successo. Croci-Quarantani si cimentano in RS2.0 con la BMW 318 IS nell’ambito anche del trofeo riservato alla spettacolare vettura tedesca in configurazione Racing Start. Senza rivali di classe, in A5, i piacentini Paganini-Razza (MG 105 ZR).

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