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Marcello Razzini nel CIRA con la Fabia: sarà ancora la sorpresa del campionato?

Il parmigiano disputerà le gare su asfalto del CIR con l’obiettivo di ben figurare nella classifica del tricolore asfalto e, perché no, di stupire, come accaduto nel 2018 nell’IRC. Per lui, una Skoda Fabia R5 della DP Autosport; sul sediolo destro, Marcomini al Ciocco e Grimaldi dal Sanremo in poi. Possibile la partecipazione ad uno tra Appennino Reggiano e Taro.

Un anno fa, ha rappresentato la sorpresa dell’IRC. Quest’anno, Marcello Razzini potrebbe ripetere il copione nel CIRA. Già, perché nel 2019 il pilota di Parma si metterà in gioco nel CIR, disputando le prove che comporranno il Campionato Italiano Rally Asfalto. Una sfida tutta da seguire e gustare ed una scommessa alla portata del purosangue parmigiano, visti i riscontri della passata edizione dell’IRC quando, lo ricordiamo, l’alfiere di Collecchio Corse era all’esordio su una quattro ruote motrici.

Ora, dunque, Razzini si tuffa nel CIR. Per vedere l’effetto che fa, per saggiare il proprio livello di competitività, sperando di recitare il ruolo che lo ha visto protagonista nell’IRC 2018. Lo farà con una Skoda Fabia della DP Autosport, ovvero il team fresco ‘orfano’ di quel Luca Rossetti ora passato a difendere i colori di Citroen e chiamato a portare al debutto la C3 nel tricolore; team e vettura costituiscono una granitica garanzia e ad essi va ad aggiungersi la partnership con Michelin a rendere il ‘pacchetto’ indiscutibilmente di prim’ordine. Al proprio fianco, Razzini ritroverà al Ciocco Gianmarica Marcomini, mentre per il resto del cammino correrà con il ligure Grimaldi (con il quale ha già corso ad Andora – la foto Action Race si riferisce a quest’occasione).

Fin qui, i tasselli di un mosaico che non mancherà di destare interesse. Poi, ci sono le motivazioni e le aspirazioni con le quali il parmigiano si affaccerà a questa nuova sfida. “Abbiamo tutto da imparare e credo che dovremo vedercela con avversari non solo veloci, ma anche già ottimi conoscitori di gare che noi, al contrario, per lo più non abbiamo mai affrontato. Sono felicissimo di correre per DP e con la Fabia, così come il primo contatto con Grimaldi, al Val Merula, mi ha dato la sicurezza che allacceremo un ottimo rapporto in tempi brevi. Tuttavia, non posso dimenticare che, rispetto allo scorso anno, per me cambia in pratica tutto. Sarà un anno zero e, come tale, non ha senso porsi obiettivi particolari di classifica. Però, non nascondo che sarebbe un successo se riuscissimo a ripetere una stagione sulla falsariga di quella dello scorso anno: la vittoria del titolo asfalto non credo sia alla portata, ma ci piacerebbe essere nel gruppo di seconda fascia, pronti a cogliere buoni risultati e magari spuntarla in qualche speciale. In ogni caso, quest’anno l’imperativo sarà crescere, fare esperienza per poi cercare di migliorare le prestazioni dalla stagione ventura”.

Razzini correrà con una vettura già saggiata in un paio di ronde. Poco per poter dire di padroneggiarla al meglio, quanto basta per avere un’idea di quello che l’aspetto: “Rispetto alla 208, ho trovato la Fabia una vettura più intuitiva, capace di trasmettere sensazioni sincere. Diciamo che, sino ad un certo punto, forse si riesce a spingere di più con la Fabia, ma per raggiungere il top bisogna avere un’ottima conoscenza della macchina, proprio come per la 208. Cosa mi ha colpito? L’accelerazione da fermo, la coppia regolare che non ‘cade’ mai, con le prime tre marce; e la distribuzione della coppia ai medi e bassi regimi è un fattore importante…”.

L’altra incognita, per l’emiliano, saranno le gomme: “Mai corso con Michelin: le ho usate ad Andora e le prime sensazioni sono buone. Oltre non mi spingo, perché non conoscendo bene la macchina, non vorrei sbilanciarmi in valutazioni errate. Certo è che avere Michelin al fianco è una garanzia di qualità, e questo mi basta per affrontare con ottimismo la stagione”.

Il 2019 di Razzini sarà ovviamente incentrato sul CIR, ma Marcello strizza l’occhio anche al campionato dal quale proviene: “L’IRC include due gare che mi piacciono molto; vorrei tanto essere al via dell’Appennino Reggiano, dove ci terrei a difendere il successo colto nel 2018, ed al Taro. Al momento è tutto in alto mare, stando al calendario mi verrebbe da dire che sarà più facile che mi vediate in azione al Taro, a giugno”.

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