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La gioia del neo campione Dalmazzini: “Stagione super, realizzo un sogno. Ma il 2018 è un rebus”

Due scudetti a ventiquattro anno: quanti possono vantare uno score del genere? Andrea Dalmazzini sì, può farlo: il pilota di Pavullo sul Frignano ha messo in carniere poche ore fa il secondo sigillo tricolore, tre anni dopo quello del Cross Country: a Radicofani (foto Acisport), il modenese ‘griffato’ X-Race Sport e portacolori della sassolese G.B. Motors ha cucito sulla tuta il tricolore del Campionato Italiano Terra. Queste le prime dichiarazioni del talento modenese a caldo rilasciate a Rallysmo.it.

Missione compiuta: come ti senti da campione italiano terra?
“Sensazione splendida anche se, forse, non ho ancora realizzato appieno il tutto… Di certo, però, ho ben chiaro in mente che abbiamo concretizzato l’obiettivo stagionale. E non era per niente facile farcela, vista la concorrenza con la quale ci siamo confrontati. Se siamo arrivati allo scudetto, è grazie ad un grande lavoro di squadra, per il quale devo ringraziare G.B. Motors, la mia scuderia X-Race Sport, i navigatori che mi hanno affiancato – Giacomo Ciucci in primis, ma anche il mio compaesano Andrea Albertini e Lara Giusti -, Pirelli, ed il mio sponsor Autofacile, che dal 2013 mi appoggia, credendo in me. Sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto: credetemi, ci abbiamo messo tutti quanto del nostro, per arrivare sino a questo titolo”.

Oggi, a Radicofani, partivi con un congruo vantaggio in classifica da amministrare. Dei tre sfidanti al titolo, eri l’unico padrone del proprio destino.
“Al Val d’Orcia dovevamo centrare il piazzamento che ci assicurasse il titolo. Dovevamo amministrare, certo, ma non è stata comunque una passeggiata. Soprattutto perché, partendo con il numero uno, avevamo lo svantaggio di trovare sporcizia, ghiaia e fondo molto scivoloso. Siamo partiti abbottonati nel primo giro di prove, sapendo che c’era da limitare i danni a livello cronografico, ma dovevamo capire dov’eravamo. Alla fine della seconda prova mi sono tranquillizzato ed abbiamo così affrontato il secondo giro ad un ritmo buono ma senza prendere rischi. Infine, le ultime prove le abbiamo corse con la testa, pur senza… dormire (e sorride, ndr)”.

La tua stagione è stata di alto livello: a parte la prima gara, il Liburna, costellata di problemi, sei sempre stato lì davanti, costruendoti quella posizione di classifica che poi, oggi, ti ha permesso di vivere la resa dei conti senza troppi partemi. Ma c’è stata una gara che ritieni abbia rappresentato una svolta nel campionato?
“Guarda, è stata davvero un’ottima stagione. I contrattempi, come al Liburna, nell’arco di un campionato ci stanno. Per quanto mi riguarda, credo che il San Marino ed il Nido dell’Aquila siano stati cruciali. nella prima gara volevo ritirarmi dopo i problemi iniziali, per fortuna la squadra mi ha convinto a continuare: è stato fondamentale, perché lì è arrivato un secondo posto preziosissimo nell’economia del campionato. Poi è arrivata la vittoria assoluta al Nido dell’Aquila, altro snodo importante. E poi, in un campionato che assegnava coefficienti diversi alle gare, i punti raccolti all’Adriatico ed al San Marino – le due gare a coefficiente superiore – hanno pesato molto”.

Hai conquistato il titolo battendo il campione uscente, Daniele Ceccoli, e Giacomo Costenaro. Due parole su di loro.
“Il CIRT di quest’anno ci ha messo di fronte ad avversari fortissimi, non solo i due equipaggi che hanno chiuso alle nostre spalle. Ma qualcuno aveva una gara nella quale era particolarmente competitivo, mentre Daniele e Giacomo sono stati costanti, sempre velocissimi ovunque. E’ stato un confronto molto bello e con Costenaro è stato ancora più bello, perché lui è un rivale in gara, ma un amico a motori spenti. Credo che abbiamo battuto equipaggi di grande valore”.

Un modenese campione con un team modenese e con l’appoggio di una scuderia romagnola.
“Sono molto felice di aver corso per X-Race Sport e G.B. Motors. Come detto prima, sono elementi cruciali in questo successo. Con Alfonso Giacobazzi (boss G.B. Motors, ndr) ed il suo gruppo c’è un rapporto eccezionale. Non capita facilmente di avere la fortuna di lavorare in un ambiente molto familiare ma anche altamente professionale. G.B. Motors è questo, e infatti da loro abbiamo avuto un aiuto enorme non solo a livello tecnico e tattico, ma proprio sotto umanamente parlando. A livello psicologico, è stato molto importante correre con loro”.

Due scudetti in tre anni: quanto vale questo titolo?
“Tantissimo, è davvero un traguardo importantissimo. Oggi ho raggiunto il traguardo che mi ero posto quando, nel 2015, sono passato dal Cross Country ai rally. Allora era un desiderio che alimentava una grande motivazione, forse soprattutto un sogno sul quale c’era da lavorare duramente per cercare di concretizzarlo. Le prime due stagioni mi hanno permesso di crescere ed imparare, quest’anno abbiamo messo a frutto quanto appreso sinora. E vincere il titolo nella prima edizione di quello che ora si chiama Campionato Italiano Rally Terra è ancora più appagante”.

Hai già citato tutti coloro che hanno avuto un ruolo in questo successo. Ma c’è qualcun altro al quale vorresti dedicare il tuo secondo titolo?
“Non potrei mai dimenticarmi dei miei genitori. Mi hanno trasmesso la passione e permesso di arrivare a questo punto, aiutandomi sotto ogni punto di vista. Senza di loro, non staremmo facendo questa chiacchierata…”.

Cosa farai nel 2018? Adesso che hai raggiunto il traguardo che ti eri prefissato, avrai un nuovo obiettivo sul quale puntare il tuo mirino…
“Il prossimo anno è ancora lontano: non ho idea di cosa farò. Sicuramente, mi vedrete al Motor Show e ad alcune gare del Raceday. Per il resto, non so: non credo comunque di passare al CIR, perché lì c’è troppo asfalto. Sarebbe bello potermi mettere alla prova a livello internazionale, ma per farlo ci vogliono budget importanti. Vediamo cosa riusciremo a concretizzare nei prossimi mesi…”.

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