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Ivan, beffa terribile: un cavillo priva Ferrarotti del sogno scudetto 2RM

La regola che assegna punti dimezzati sotto un certo numero d’iscritti di classe stoppa le velleità del reggiano ancor prima della ‘bella’ del 2Valli. E dire che se si fosse utilizzato il vecchio punteggio…

Due Valli… di delusione, frustrazione e lacrime. Fossimo in Ivan Ferrarotti (in azione al Ciocco nella foto di Massimo Carpeggiani in esclusiva per Rallysmo.it), schiumeremmo davvero rabbia, in questi giorni che precedono l’ultimo round del CIR 2018. Perché l’ufficializzazione dell’elenco iscritti del 2Valli ha ratificato quanto si temeva: e cioè che il titolo italiano Due Ruote Motrici è già stato assegnato – a Damiano De Tommaso e Michele Ferrara – con una gara d’anticipo, grazie ad un sistema di punteggio discutibile e, in particolare, ad un cavillo regolamentare.

Prima di tuffarci in un’analisi della situazione, chiariamo un aspetto fondamentale: onore al merito di De Tommaso, Ferrara ed al loro team. Non sono loro ad essere in discussione, ci mancherebbe: salutiamo con piacere il successo di un giovane di valore (il titolo 2RM per De Tommaso costituisce un prestigioso bis, visto che all’Adriatico aveva messo le mani sullo scudetto Junior), al quale auguriamo di cuore una carriera lunga e di successo, magari anche a livelli più elevati del CIR.

Sportivamente, però, spiace constatare come al Due Valli mancherà il pathos per l’assegnazione di questo titolo. E, soprattutto, ci mettiamo nei panni di un pilota, un team ed una scuderia che hanno impostato il loro programma stagionale su questo obiettivo, lavorando ed investendo tempo e risorse, per vederselo poi sfuggire di mano in extremis, a causa di un cavillo regolamentare.

Entriamo nel dettaglio: da quest’anno, il solo titolo 2RM non è assegnato con il sistema di punteggio tradizionale; in questo campionato, i concorrenti acquisiscono punti in base alle classifiche di classe e non secondo la classifica generale; il cavillo rivelatosi altamente penalizzante per Ferrarotti è quello che assegna punteggi dimezzati in caso una classe veda al via di una gara meno di tre concorrenti. Spartiacque decisivo, forse anche preventivabile alla vigilia del campionato, visto la R2 ha solitamente avuto un numero di concorrenti sufficiente ad assegnare punteggio pieno ad eccezione del San Remo, mentre la R3 ha attribuito punteggio dimezzato in due occasioni (Targa Florio e Roma) e, soprattutto, lo farà anche a Verona.

Così, i 5 punti che separano De Tommaso (60) e Ferrarotti (55) sono già incolmabili ancor prima che i protagonisti del CIR mettano le ruote sugli asfalti veronesi, perché il reggiano, unico in gara in R3, potrà al massimo acquisire 11,3 punti ma dovrà scartarne 7,5 (sono 5 i risultati cumulabili), arrivando dunque non oltre quota 58,75. Dura lex sed lex, certo: chi ha corso, lo ha fatto nella piena accettazione dei regolamenti e siamo certi che Ferrarotti (e qualunque altro concorrente del CIR 2RM) non andrà a sollevare polemiche per quest’inedito – e poco felice - sistema di punteggio istituito proprio nel 2018.

Tuttavia, ci pare giusto mostrarvi come starebbero le cose se nel Due Ruote Motrici fosse utilizzato il sistema di punteggio tradizionale (con classifica basata sulle posizioni finali dell’assoluta), peraltro in uso nel Junior. In questo caso, Ferrarotti arriverebbe a Verona con 65 punti (ma con uno scarto da effettuare) contro i 54 di De Tommaso ed i 47 di Canzian. Questo permetterebbe al campione del Trofeo R3 Top di giocarsi il titolo al 2Valli, visto che la vittoria gli permetterebbe di salire a 79,5 – considerando lo scarto di 8 punti del San Remo –, mentre De Tommaso, al massimo, arriverebbe a 72; in caso di vittoria scaligera del lombardo e con Ferrarotti sul gradino d’onore, la situazione si ribalterebbe (76,5 contro 75 punti). Ci sono ovviamente altre combinazioni possibili, che andrebbero a premiare i due sfidanti, a seconda dei casi, senza dimenticare che lo stesso Canzian avrebbe teoriche chance di conquistare lo scudetto a due ruote motrici.

Come vedete, siamo di fronte a scenari completamente diversi, di fronte ai quali ci pare evidente come il sistema di punteggio adottato nel 2RM 2018, per quanto di sicuro ideato con i migliori propositi, si sia rivelato meno equilibrato ed equo di quello tradizionale. A questo punto, non ci resta che attendere le mosse federali in vista del 2019, auspicando che prevalga il buonsenso.

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