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IRCup: ecco le novità del regolamento e del montepremi 2019

Svelato il DNA della serie per asfaltisti basata su gare Internazionali, che quest’anno disputerà due appuntamenti in Emilia: poche e mirate le modifiche nel regolamento sportivo, aggiustamenti anche per quanto riguarda il montepremi.

Nessuna rivoluzione, ma ritocchi di sostanza: così appare ad una prima analisi l’International Rally Cup 2019. Il regolamento (ancora in attesa di approvazione federale) ed il montepremi divulgati nel fine settimana dagli organizzatori della serie, come prevedibile, non presentano stravolgimenti rispetto allo scorso anno, confermando la familiare fisionomia di un campionato abituato a rastrellare adesioni in quantità massicce. Tuttavia, le norme dell’edizione 2019 non costituiscono un mero copia-e-incolla di quanto visto l’anno passato. Entriamo nel dettaglio delle principali novità regolamentari.

CALENDARIO. Non è una novità che l’IRCup 2019 si articoli su cinque rally, uno in più dello scorso anno; usciti di scena Lirenas e Valtellina, ecco i volti nuovi di Appennino Reggiano, Piancavallo e Bassano (per la gara veneta si tratta di una rentrée). In chiave emiliana, questo significa che la nostra regione sarà l’unica ad ospitare due gare, con Appennino Reggiano e Taro previste rispettivamente in apertura (6/7 aprile) e come gara-boa del campionato (8/9 giugno). Il Bassano, che chiuderà il campionato nel fine settimana conclusivo di settembre, avrà coefficiente 1,5 e soprattutto, sarà un appuntamento letteralmente imperdibile per chi avrà obiettivi di campionato (e montepremi). L’articolo 5.1 del regolamento, infatti, recita: “Condizione vincolante all’assegnazione del montepremi in denaro, è la partecipazione all’ultima gara del calendario I.R.C. 2019 regolarmente disputata”. Forse andrebbe (andrà?) meglio circostanziata la parte finale della norma, onde evitare interpretazioni fantasiose e conseguenti, inevitabili polemiche. Ma il succo è chiaro: con questo nuovo cavillo – abbinato al coefficiente maggiorato -, si vuole evitare che la gara finale abbia poco o niente da dire in termini di verdetti e che subisca un crollo d’iscrizioni rispetto alle tappe precedenti.

PUNTEGGI E CLASSIFICHE. A livello di regolamento, gli altri cambiamenti apportati al regolamento 2019 riguardano in pratica solo il sistema di punteggio che delineerà le classifiche assoluta e delle classi o raggruppamenti. Se resta immutata la sequenza di punteggio (da 50 punti al primo ad 1 per il ventesimo), non possiamo che rallegrarci nel constatare come siano stati depennati i cervellotici coefficienti proposti l’anno passato e che venivano applicati gara per gara ad ogni concorrente, in base alla posizione conseguita nel rally precedente.

Da quest’anno sarà tutto più semplice e lineare: la classifica finale si baserà sui migliori quattro risultati ottenuti da ciascun pilota (resta, quindi, uno scarto; unica eccezione, la classifica della R2B Peugeot, legata al trofeo della casa del Leone, per la quale i risultati validi saranno tre su cinque - nella foto, Leonardi-Spagnoli vincitori del Taro 2018); anche in questo caso, uno dei risultati validi dovrà essere quello dell’ultima gara in calendario, ovvero il Bassano. Inoltre, ciascun conduttore sommerà tutti i punti ottenuti nelle power stage delle cinque gare, secondo la formula già in vigore da tempo (5-3-2 punti ai primi tre dell’assoluta e di ciascuna classe/raggruppamento). La cancellazione del sistema di coefficienti non ha comportato la riesumazione del bonus di partecipazione che aveva caratterizzato l’IRC sino al 2017.

TASSA D’ISCRIZIONE, BENZINA E PNEUMATICI: LE COSTANTI. Tutto immutato sul fronte delle tasse d’iscrizioni, i cui importi sono dunque invariati rispetto all’anno passato. Non cambiano anche i fornitori di benzina di benzina (Panta) e gomme (Pirelli), né i rivenditori autorizzati degli stessi pneumatici. Restano uguali, rispetto al 2018, pure le parti del regolamento inerenti pubblicità, reclami, e norme disciplinari.

MONTEPREMI. Il sospetto che più d’uno abbia saltato a piè pari tutto quanto spiegato sino alla riga precedente è forte. Perché, diciamocela tutta, a chi corre interessa soprattutto sapere cosa c’è in palio. E nell’IRCup, come sempre, la voce montepremi ha molto da dire. Pure in questo caso ci sono cambiamenti abbastanza evidenti: a livello di classifica assoluta, i premiati saranno i migliori otto anziché i primi tre, secondo questa scaletta: 40mila Euro al campione (contro i 30mila del 2018), 30mila al vicecampione (25mila nel 2018), 20mila al terzo classificato (il quale ne ha intascati la metà lo scorso anno), poi 15mila al quarto, 10mila al quinto, 6mila al sesto, 4mila al settimo e 2mila all’ottavo assoluto. Spariscono, per contro, i premi per i migliori tre di WRC ed R5 (ai quali, nel 2018, sono andati rispettivamente 20mila, 15mila e 5mila Euro).

Al campione che erediterà il trono occupato negli ultimi due anni da Luca Rossetti sarà offerta di nuovo l’alternativa di disputare il Tour de Corse 2020 al volante di una Ford Fiesta R5 della M-Sport, ovviamente però rinunciando a tutti i premi in denaro.

Esce di scena, dopo solo un anno, pure la classifica dedicata alle Due Ruote Motrici, che prevedeva anche premi ad ogni singola gara. La S1600 assegnerà 10mila Euro al suo campione (in caso di almeno 5 vetture iscritte; altrimenti saranno 5mila con almeno 3 auto o nessun premio con 1 o 2 vetture – l’anno scorso erano previsti rispettivamente 10mila, 5mila e 3mila Euro ai primi tre); idem dicasi per la R3C/R3T, e questo ci fa dedurre che, come nel 2018, non ci saranno trofei Renault abbinati all’IRCup.

Lievita, per contro, il montepremi per gli equipaggi che si sfideranno in R2B con le Peugeot 208: i premiati saranno i primi cinque ed intascheranno 20mila, 10mila, 8mila, 5mila e 2mila Euro, quando un anno fa i migliori tre hanno vinto 10mila, 5mila e 3mila Euro. L’ultima novità riguarda la N3/R2C: qui, i premiati saranno i primi due e non più gli equipaggi a podio: il vincitore intascherà 10mila Euro (con almeno 5 vetture in gara, altrimenti saranno 5mila sino a 3 auto o niente), il secondo ne conquisterà 5mila (oppure 2mila o niente), mentre nel 2018 erano previsti 8mila, 4mila e 2mila; per questa classe, non saranno più previsti i premi-gara (l’anno scorso c’era in palio un montepremi di 2 mila Euro più due pneumatici al vincitore). Confermato lo schema dei premi previsti per i raggruppamenti S2000/K11, di R4/N4/R3D, A8/RGT/FGT/RS Plus, R2 (ad esclusione delle Peugeot), classe alla quale si abbina ora l’A7, A6/A5/R1T/A0/K10, N2/N1/N0/R1A/R1C, R1B, Racing Start, Forze di Polizia, Femminile ed Under 25.

I PIU' ED I MENO. Alla resa dei conti, la sensazione è che nella stanza dei bottoni dell’IRCup abbiano effettuato modifiche in gran parte destinate ad avere buoni riscontri: semaforo verde, in particolare, all’obbligo di disputare l’ultima gara ed alla cancellazione dei coefficienti nel sistema di punteggio: sarà tutto più semplice chiaro e, alla resa dei conti, probabilmente più avvincente sino alla fine.

Comprendiamo la scelta di cancellare i premi per le classi R5 e WRC, ma ci avrebbe incuriosito vedere che effetto avrebbe sortito assegnare un montepremi specifico alle WRC di vecchia generazione: idea originale, certo, ma visto che di esemplari in circolazione ce ne sono ancora, dedicare loro una vetrina in un campionato che le ha viste ruggire in un passato nemmeno troppo lontano, avrebbe avuto il suo perché.

Ci spiace non vedere più la classifica riservata alle Due Ruote Motrici; a nostro avviso, si sarebbe magari potuto sostituirla con un premio per le migliori 2RM di Produzione (quindi, una classifica riservata ad N3, N2 ed N1), considerando che queste classi possono ancora offrire un discreto parco-macchine e spesso vedono in azione equipaggi capaci di dare risalto alle gare anche a livello qualitativo. Nel complesso, però, l’IRCup che scatterà fra meno di settanta giorni ci pare abbia tutto per vivere un’altra stagione di grande sostanza. Scommettere sull’incremento degli iscritti rispetto al 2018 non è un azzardo…

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