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Il Taro degli emiliani: un pieno di soddisfazioni per gli equipaggi di zona

Il principale rally della regione mette in mostra parecchi dei concorrenti nostrani al via, a partire da Razzini-Marcomini, nel pieno di un ‘magic moment’ iniziato con il piazzamento del Lirenas e la vittoria – fuori campionato – all’Appennino Reggiano. Ecco com’è andata.

Una regina per lo più magnanima con i suoi sudditi. La gara di più alto livello in calendario in Emilia-Romagna, il Rally del Taro, arriva ai titoli di coda della sua 25° edizione distillando più gioie che amarezze agli equipaggi della regione. A fare da volano alla buona prova corale, ovviamente, sono Razzini-Marcomini, il cui quarto posto assoluto costituisce la miglior prestazione da quando il pilota di Parma ed il navigatore piacentino corrono su una quattro ruote motrici; Il distacco dal ‘marziano’ Rossetti è sceso sotto il minuto e la zona podio, stavolta, è quanto mai vicina (5”4). La 208 è una ‘freccia nera’ che inizia a dare qualche grattacapo anche ai big… umani dell’IRC e, per Razzini e Marcomini – vincitori anche di due prove, una ex-aequo con Rossetti - c’è, ancora una volta, la non trascurabile soddisfazione di aver chiuso davanti alle WRC.

Passo ovviamente diverso per Zanni-Mucci, sulla Fiesta-G.B. Motors; gara positiva, concreta (con la sola la sbavatura sul fine prova conclusivo), che vale ai modenesi un onorevolissimo ottavo assoluto, più che buono in ottica campionato. Sorriso spento, invece, per Fabio Federci e Mattia Bardini: reduci dall'ottimo quarto posto del 2017 (con una WRC), i due locali vivono un week-end lottando con una vettura, la Fiesta di classe R5, con la quale il feeling proprio non sboccia. L’epilogo fuori dalla top-10 (11°) non è certamente quello che avremmo immaginato alla viglia. Chiude l’elenco dei locali al via con una vettura di R5 Simone Rabaglia, 27° assoluto su una Fiesta alla quale ha dato del voi per tutto il fine settimana.

Sprizza gioia da tutti i pori Valentina Catone, navigatrice di quel Michele Rovatti che fa vedere i sorci (bianco)verdi a parecchia gente con la Clio S1600. Il toscano e la navigatrice di Gaggio Montano, vincitori tra le due ruote motrici e 13° assoluti, sono tra i grandi attori protagonisti del rally.

Di sostanza, come sempre, le prove di Belli-Albertini (Mitsubishi Evo X) e Tosi-Del Barna (Renault Clio-R3C), nettamente primi nelle rispettive classi d’appartenenza (secondo hurrà consecutivo, in campionato, per i due equipaggi). Pronostico ampiamente rispettato per i primi – vincitori di tutte le 9 prove in R4 -, mentre i secondi approfittano del rovinoso ko di Asnaghi per gestire senza patemi il secondo giorno di gara.

Tra i big di questo 25° Taro ci sono, indiscutibilmente, anche Marco Leonardi e Laurent Spagnoli (Peugeot 208 - nella foto Formula News in esclusiva per Rallysmo.it): la vittoria in R2B e nel trofeo Peugeot è spettacolare. Leader sin dall’inizio, i due locali firmano sei scratch: “finalmente, ho capito come usare la macchina – sorride alla fine Marco -; certo, qui correvo in casa e al Casentino sarà diverso. Però, per lo meno, adesso ce la giochiamo con gli altri”. Podio tutto emiliano per questa classe: Guglielmini-Giorgio recuperano bene (due le vittorie parziali) dopo un sabato complicato, Zorra-Carbognani (208-Publirace) sono sempre tra i migliori (una speciale all’attivo) e firmano la terza, ottima prova stagionale. In questa stessa classe, non graffiano gli altri emiliani giunti al traguardo: Pini-Pellegrini e Gualandi-Baranzoni, alla prima gara sulla 208, faticano a prendere confidenza con la vettura, mentre Giorgini-Prete perdono parecchio tempo per un fuori programma ad inizio gara.

Può sorridere Andrea Galeazzi (con l’astigiano Grimaldi sulla Citroen DS3-Jolli Corse), che chiude tra Leonardi e Guglielmini, mentre D’Arcio-Ponti (Renault Clio-Teknocar) recriminano per il tempo perso sul primo giro di prove domenicali - semiasse ko -, senza il quale avrebbero chiuso più in alto rispetto al 25° posto finale; la schiacciante vittoria di classe A7 è un brodino.

Ancora una buona prova per Zanotti-Bernardi (Renault Clio-PubliSport), solidi ‘campioni’ di N3; la N2 è di Michele Spagnoli su Peugeot 106; il locale – cinque le frazioni vinte- si conferma una garanzia. Apprezzabile l’argento di Gardini-De Vincenzi (Citroen Saxo), bravi a mettere in saccoccia due prove.

Una foratura e noie alla temperatura del motore rendono un calvario la gara di Saccheggiani-Lamecchi (Clio-RRR), mai in gara nemmeno per il podio di R3C ed esiliati in coda all’assoluta. Più che discreta la gara de ‘Il Medico’-Bertolini (MG ZR 105), unici al via in RS Plus.

Non vedono la bandiera a scacchi Giaquinto-Avanzi (out ad inizio PS4 per il cedimento del piantone dello sterzo della Evo IX - N4), la Renault Clio di classe N3 di Mauro e Niccolò Arati (alternatore ed idroguida fuori uso), e poi ancora Cassarini-Menichetti (alternatore ko sulla loro Clio - N3), Vittorio ed Aldechi Foppiani (anche sulla Lancia Delta Integrale - A8 si rompe l’alternatore) e Zanotti-Alaimo, fermati dal cedimento del cambio ad una manciata di km dall’ultimo CO, quando avevano in mano il bronzo di A7.

Il Nazionale è un monologo di Vellani-Cangini (Peugeot 208 – R5): come previsto, i due dominano la gara, vincendo tutte le prove. Gli unici che, forse, avrebbero potuto impensierirli erano Brugo-Sliverstri (Peugeot 207 - S2000), ma l’idroguida li appieda alla ripresa delle ostilità, la domenica, quando almeno il secondo posto assoluto pare intascato. L’argento va così ai più che meritevoli parmensi Bertani-Beccarelli (Clio - S1600), sempre veloci per tutto l’arco della gara. Anche il terzo gradino del podio va ad un equipaggio del posto: Mazza-Figone (Clio Williams) firmano una prova più che buona e si aggiudicano anche la classe A7.

Interessante la bagarre per il quinto posto, conquistato da Fontani-Pettorelli (Clio Williams-Teknocar – A7), sui tonici Incerti-Debbi (Renault Clio – N3). Oppici-Savi (Peugeot 106) sono brillanti 9° assoluti e 2° di N2; la vittoria di classe non sarebbe stata una chimera senza un problema al pedale dell’acceleratore subìto nel primo giorno di gara. Sandrolini-Adragna (Renault Cio – R3C) completano la top-10 davanti ai piacentini Burgazzi-Guglieri (Clio – N3) e Costi-Palù (Clio-Publisport – N3).

Gualandi-Gozzo (Hyundai i20) completano la loro prima uscita su una vettura di classe R5 con un 13° assoluto, mentre tre posizioni più indietro si attestano Foracchia-Rosi (MG ZR 105-Publisport – N1). Ultimi emiliani classificati, Pessina-Di Tullio (Subaru Impreza – N4), rallentati da una foratura.

Oltre al già citato Brugo, sono cinque gli equipaggi ritirati: fa notizia la bandiera bianca alzata da Castagnoli-Minetti (Peugeot 106 – A6) a metà gara, la cui corsa in piena zona podio è bloccata da noie al motore. Problemi meccanici sulla prima speciale anche per Frazzani-Altomonte (Clio – N3), Ravazzini-Sforacchi (Clio-Publirace – N3) e Minardi-Capilli (Citroen C2 – A6), mentre Gherardi-Ragnacci (Peugeot 206-RRR – A6) non affrontano la prima prova domenica per problemi al cambio.

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