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Il Pilota dell’Anno di Rallysmo.it è (di nuovo) Andrea Dalmazzini!

Il portacolori di X-Race Sport e G.B. Motors, già numero 1 dodici mesi fa, si conferma il miglior pilota della nostra zona in questo 2017 grazie allo scudetto del CIRT ed all’argento nel Raceday Terra (corredato da altri piazzamenti). Con lui, sul podio virtuale, Simone Campedelli ed Antonio Rusce, protagonisti nel CIR e nel TRA.

Per la prima volta da quando è nata questa classifica, l’albo d’oro del Pilota dell’Anno di Rallysmo.it (ex QuintaZona.com) vede apparire per più di una volta lo stesso nome: è quello del 24enne pavullese Andrea Dalmazzini, che bissa il successo di dodici mesi fa, mantenendo lo scettro di pilota di riferimento tra tutti quelli di Emilia-Romagna, Marche e San Marino. Replica significativa, che sottolinea non solo l’ottima annata del giovane geminiano, culminata con il tricolore terra, ma soprattutto l’importante crescita di un pilota che ha dimostrato di meritare un posto al sole quanto meno nel panorama rallystico nazionale.

COM’E’ NATA LA CLASSIFICA 2017. Prima di addentrarci nell’analisi della graduatoria che ha portato al successo del pilota di Pavullo, spieghiamo con quali criteri l’abbiamo stilata. I punteggi si basano – esattamente come lo scorso anno - sui piazzamenti finali nelle classifiche assolute e di classe, raggruppamenti e Coppe Acisport dei vari campionati nazionali ‘moderni’ (in classifica, dunque, non figura Zelindo Melegari, che si accontenterà di un caloroso applauso virtuale per la sua brillante campagna continentale, culminata con il… quasi titolo ERC2). Per quanto riguarda le classifiche assolute di CIR, CIR 2RM, CIR Junior, Italiano WRC, CIRT, Italiano R1, IRCup, Raceday e Coppa Italia, abbiamo assegnato ai primi dieci rispettivamente 100, 90, 80, 70, 60, 50, 40, 30, 20 e 10 punti. Per quanto riguarda le classifiche delle classi, dei raggruppamenti e delle Coppe Acisport, ai primi dieci sono stati attribuiti rispettivamente 25, 20, 15, 10, 7, 5, 4, 3, 2 ed 1 punto. Il tutto, moltiplicando i vari punteggi per questi coefficienti: Al CIR, coefficiente 5; 4 per Italiano WRC, CIRT ed IRCup; coefficiente 3 per TRA e Coppa Italia; 2 a Raceday ed Italiano R1. Anche quest’anno, purtroppo, non possiamo assegnare i punti del Campionato Regionale Acisport - che avrebbe assunto coefficiente 1 - in quanto, al momento di redigere questa classifica, Acisport aveva diramato le classifiche ufficiali solo di un paio zone.

ORO POLVEROSO. Di emiliani terraioli è quasi impossibile trovarne (in realtà, non vanno dimenticati il veterano piacentino Daniele Comini ed il giovane reggiano Davide Cagni, convertitosi proprio quest’anno alle gare su questo fondo), figuriamoci poi nelle zone alte delle classifiche. Andrea Dalmazzini costituisce la splendida eccezione che conferma la regola: nato e cresciuto sulle strade bianche, il modenese - che ha corso principalmente con Giacomo Ciucci, ma anche con il conterraneo Andrea Albertini e Lara Giusti - ha centrato il secondo scudetto in carriera dopo quello di tre anni fa nel Cross Country. Come nel 2016, quindi, è con i risultati sulla terra che Andrea si è issato di nuovo sul gradino più alto del nostro podio. Quasi due terzi dei punti collezionati, Dalmazzini li ha messi insieme proprio nel CIRT (ex TRA), grazie ai 100 punti - moltiplicati per 4 - del titolo assoluto, ma anche ai 25 assegnati per il primato di raggruppamento e tra gli Under 25. Importante il bottino conquistato nel Raceday 2016/17, con il secondo posto dell’assoluta (90 punti per 2), il primato di raggruppamento ‘doppio’ (c’è anche quello delle classifiche Pirelli) ed i due secondi posti nell’Under 28 ed Under 25. Infine, va notato come il pilota che portato al tricolore la Fiesta Evo2 by G.B. Motors abbia centrato questo bis con un punteggio significativamente più alto di un anno fa (960 punti contro 780), imponendosi non più di misura, ma con ampio margine sul secondo classificato.

CAMPEDELLI E RUSCE I ‘MEDAGLIATI’. Lascerà un po’ con l’amaro in bocca i fans di Simone Campedelli, il secondo posto arpionato dal loro beniamino (800 punti). Ma i numeri, impietosi, riflettono i risultati finali più che le belle imprese delle quali si è reso protagonista il romagnolo nel principale campionato nazionale. E allora, ecco che il piedone cesenate, che ci ha esaltato in particolare con i successi del Ciocco e di Roma, deve accontentarsi dei 400 punti frutto del bronzo tricolore (80 per 5) e dei 400 (100 per 4) conquistati grazie al platonico trionfo nel Trofeo Rally Asfalto. Importante il balzo in avanti rispetto al 2016 (quando si attestò a quota 620 punti), grazie al quale il pilota che ha tenuto in scacco Andreucci sino all’ultimo round del CIR scala una posizione nella nostra classifica, lasciando il bronzo ad un volto nuovo del nostro podio, ovvero il reggiano Antonio Rusce. I 670 punti totalizzati dal rubierese che ha corso a sua volta con una Fiesta della G.B. Motors sono la somma dei 350 (70 per 5) conquistati con il quarto posto nell’assoluta del CIR ed i 320 (80 per 4) maturati con il terzo posto nel TRA. Con questo bronzo virtuale, Rusce – settimo un anno fa in questa classifica - suggella una stagione decisamente molto buona, caratterizzata anche dalla vittoria nella gara di casa, l’Appennino Reggiano.

GLI ALTRI PROTAGONISTI. Il buon quarto posto di Andrea Mazzocchi (punti ottenuti soprattutto CIR Junior ma anche nel CIRT e nel TRA) apre la lista degli inseguitori dei migliori; il piacentino è piuttosto distanziato da Rusce, ma si migliora rispetto al 2016 (era sesto) e si toglie la soddisfazione di precede Daniele Ceccoli; il sammarinese curiosamente quinto come un anno fa, ma con meno punti (440 contro 500) conta sui punti rastrellati nel CIRT. Appena dietro, ecco Alberto Sassi, che deve il suo piazzamento al terzo posto nel tricolore RGT, mentre la settima posizione va al grande deluso del 2017, ovvero Ivan Ferrarotti, la cui esperienza sulla Fiesta R5 si è conclusa troppo prematuramente per consentirgli di conservare un posto sul podio (lo scorso anno era stato secondo con 760 punti).

Ottavo è un totem del nostro rallysmo: il sempiterno romagnolo Bruno Bentivogli deve il suo piazzamento al ‘fatturato’ nel Raceday (settimo nell’assoluta e primo in N4), alla pari di Jader Vagnini (pimpante big delle due ruote motrici e del raggruppamento R3) e del cesenate Andrea Succi, il quale, con i suoi 224 punti, chiude la top-10. Giusto, però, ricordare anche altri piloti che hanno movimentato la stagione: da Gianluca Tosi (solido terzo di raggruppamento nell’IRC) ad Andrea Carella (irresistibile padrone di R2 nell’Italiano WRC), da Giorgio Cogni (importante conferma tra i trofeisti Suzuki, secondo in R1 e nell’Under 25 dell’Italiano WRC) a Roberto Vescovi (che ha corso a singhiozzo, ma sempre su ritmi elevatissimi), senza dimenticare l’altro titano terraiolo Elia Chiaruzzi (ostico rivale di Vagnini in R3), e poi tutti gli altri classificati e non classificati (tra i quali, uno su tutti, citiamo Roberto Vellani, campione regionale Acisport, anche se non ancora ufficialmente). Tutti, comunque, meritevoli di un applauso per averci regalato un’annata appassionante.

L’ALBO D’ORO. Scattata nel 2011, l’iniziativa – che, negli anni, si è basata su criteri diversi per la creazione della classifica finale - annovera questi campioni: Claudio Gubertini (2011), Simone Campedelli (2012), Andrea Carella (2013), Roberto Vescovi (2014), Ivan Ferrarotti (2015) ed Andrea Dalmazzini (2016 e 2017).

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