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I verdetti CIR & CIRT 2019: Campedelli, lo scudetto resta un miraggio

Epilogo tricolore sugli sterrati del Tuscan Rewind: svanisce ancora all’ultimo assalto il sogno tricolore del romagnolo. Mazzocchi vince la gara Junior ed è terzo in campionato, Guglielmini secondo con ‘giallo’ nel trofeo Peugeot, Cagni incoronato re dei terraioli 2RM gruppo N.

L’ultimo giro del valzer tricolore distilla gioie e forti amarezze per i piloti emiliani impegnati nel CIR e nel CIRT 2019. La vetrina, ovviamente, è tutta per Simone Campedelli: partito fortissimo, il cesenate a bordo della Fiesta preparata da M-Sport e gestita da Orange1 (foto AciSport) ha cullato per una buona metà di gara il sogno di mettere finalmente le mani sul trono del CIR. A vanificare, ancora una volta, l’assalto decisivo allo scudetto dapprima una foratura nel corso della sesta (e terz’ultima prova), che lo ha fatto precipitare dal primo al quinto posto, poi un’uscita nella frazione finale. Campedelli chiude così terzo la sua campagna nel CIR 2019.

Si è congedato dal tricolore Junior con il sorriso sulle labbra, il piacentino Andrea Mazzocchi: alla prima esperienza sugli sterrati di Montalcino, il figlio d’arte si è tolto la soddisfazione di precedere il neo campione Pollara, completando la sua esperienza nel campionato riservato alle giovani promesse (tutte in gara su Ford Fiesta R2B) al terzo posto, dietro anche a Giuseppe Testa.

Non sa se gioire o recriminare, invece, il modenese Giacomo Guglielmini: l’argento del Tuscan, ad una manciata di secondi da Griso, vale lo stesso piazzamento nel trofeo 208 Top di casa Peugeot e l’ottima prestazione sfoggiata sulle strade bianche senesi – all’esordio assoluto sulla terra – la dice lunga sulle qualità del pilota di Montefiorino. Tuttavia, Guglielmini ha di che rammaricarsi: prima di tutto, per aver trovato i tubi dei freni posteriori della sua 208 troncati, questa mattina, all’uscita del riordino notturno; episodio grave, che non può passare sotto silenzio e sul quale è auspicabile un’indagine da parte della autorità (il pilota, ovviamente, ha sporto denuncia). A livello sportivo, però, l’emiliano ha perso la corsa al sediolo ufficiale Peugeot anche in virtù di qualche alto e basso in questa sua prima esperienza nel trofeo di riferimento della casa del Leone. Il podio dello stesso monomarca Peugeot, al Tuscan, è stato completato dal piacentino Giorgio Cogni: altalenante ma promettente pure la sua stagione d’esordio nel 208 Top, chiusa ai piedi del podio nella classifica finale (ancora non ufficiale, ndr).

Due gli emiliani in azione nel CIRT, campionato che incorona i reggiani Davide Cagni e Stefano Palù (Renault Clio) vincitori della Coppa Acisport gruppo N 2 Ruote Motrici. Altra delusione, invece, per Andrea Dalmazzini, il cui ritorno nel campionato vinto due anni fa si è concluso con un’uscita di strada ed un piazzamento finale che nulla ha a che vedere con le ambizioni della vigilia. Attendiamo il talento di Pavullo ad un pronto riscatto nel 2020.

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