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Davide Gasperoni, il volto felice di San Marino: titolo CIRT 2RM gruppo N a completamento di un memorabile 2018

Il 29enne titano non dimenticherà l’anno che sta volgendo al termine: dopo aver dominato il raggruppamento N2 del Raceday 2017/18, il portacolori della scuderia Malatesta ha messo le mani sulla Coppa federale del tricolore terra riservata ai conduttori di Produzione a due ruote motrici.

Dal Tuscan Rewind piovono lacrime su San Marino. Non solo di delusione per il sogno scudetto di Daniele Ceccoli, evaporato ieri mattina a causa di un’uscita di strada provocata dal malfunzionamento del tergicristalli: lacrime, di gioia e legittimo, entusiastico orgoglio, arrivano per Davide Gasperoni e Daniel Casadei (in azione nella foto di Thomas Simonelli), i quali hanno conquistato la Coppa Acisport CIRT Produzione Due Ruote Motrici. Un premio di consolazione, per il rallysmo sammarinese e della nostra zona? Certo che no: questo tiolo arriva a conclusione di un 2018 superlativo, nel corso del quale il giovane Davide – alfiere di un’altra florida realtà della nostra terra, la scuderia romagnola Malatesta – ha conquistato un perentorio successo nel raggruppamento N2 del Raceday (con quattro sigilli ed un secondo posto). Ruolino di marcia da veterano della terra, si direbbe: eppure non è così, visto che Gasperoni, sino ad un annetto fa, di gare sulle strade bianche ne aveva collezionate appena un paio. Ergo, tanto di cappello all’equipaggio che ha corso, vinto e convinto con vetture griffate PB Racing.

Al Tuscan è finita in festa, ma lo spumante è arrivato dopo due giorni tribolati. Partiamo da qui.

“Anche stavolta, un po’ come accaduto al Nido dell’Aquila, abbiamo vissuto un weekend tribolato. Sabato abbiamo avuto noie ai freni, domenica prima abbiamo pagato una penalità di 50” per una svista al timbro, poi ho piegato una testina sulla ripetizione della prova lunga, quando stavo spingendo per tenere il passo dei migliori. A quel punto, abbiamo un po’ tirato i remi in barca, puntando ad arrivare per intascare i punti che mi servivano, ma abbiamo comunque vissuto un ultimo brivido forando proprio nel corso della prova conclusiva”.

Partivi con buon margine sul tuo rivale, il reggiano Davide Cagni. C’è stato un momento in cui hai temuto di vederti sfuggire di mano la Coppa?

“Diciamo che sono sempre stato abbastanza tranquillo, dopo che in Umbria abbiamo allungato, sfruttando anche lo sfortunato ko già nello shake-down dei nostri avversari. Al Tuscan, Davide si è fermato di nuovo, nel finale, ma comunque era alle nostre spalle….”.

State festeggiando un successo per nulla preventivato: al CIRT non dovevate proprio partecipare…

“Vero. Ci siamo messi in testa di correre dopo il buon risultato al Liburna: era l’ultima gara del Raceday, quella che ci ha incoronati campioni N2 della serie, ma anche la prima del CIRT. Il secondo posto del Produzione 2RM ottenuto con la nostra piccola Peugeot 106 ci ha ingolositi. Ma abbiamo dovuto fare enormi sacrifici per poter correre: il budget era ampiamente esaurito già in primavera; abbiamo lavorato duramente, e devo ringraziare l’aiuto, enorme e decisivo, arrivato sia dalla mia famiglia, sia dalla scuderia Malatesta e da PB Racing. Sforzi che, ora, vediamo ripagati da questa Coppa”.

Fatto sta che, disertato il Vermentino, la vostra cavalcata vincente è partita dal San Marino.

“E’ stata la gara della svolta. All’esordio sulla Clio, abbiamo vinto la N3, con anche un buon piazzamento nell’assoluta (19°, ndr), e ci siamo messi dietro tutti nella classifica del due ruote motrici gruppo N. Al di là della felicità per questo risultato colto nella gara di casa, quella a cui tenevo di più, quel successo ci ha convinti a proseguire il cammino nel CIRT”.

E poi le altre due gare: bis all’Adriatico, bronzo al Nido dell’Aquila.

All’Adriatico ci siamo tolti delle soddisfazioni, pur se abbiamo patito qualche problema di assetto causato dalla mia inesperienza sulla Clio. A Cingoli abbiamo conquistato la vetta nella classifica, colmando di fatto il gap della gara in meno all’attivo rispetto a Cagni. Al Nido dell’Aquila, in condizioni a tratti proibitive, eravamo di nuovo primi di classe quando mi sono appoggiato a lato della strada, quasi da fermo, come un principiante; abbiamo perso il successo di classe e la cosa mi secca, ma abbiamo intascato punti pesanti che ci hanno proiettato in posizione di grosso vantaggio al Tuscan Rewind. A quel punto, eravamo padroni del nostro destino”.

Al Tuscan sei tornato sulla familiare ma meno competitiva Peugeot 106.

“La Clio era reduce dal Marche e, nei programmi della scuderia, è destinata al Raceday con Bucci. Ho scelto la 106 perché la conosco bene, ero convinto di potermi difendere bene comunque; inoltre, ci sarebbe stato tutto il tempo di ‘rialzare’ la Clio in vista del prossimo impegno”.

Al di là del successo, cosa ti ha dato quest’esperienza nel tricolore terra?

“Ci tenevo molto a mettermi alla prova in gare lunghe, nelle quali contano costanza, tattica, capacità di gestire auto, penumatici e risorse fisiche. Venivo da un Raceday che è fantastico ma ti costringe a dare sempre il massimo perché, se perdi l’attimo ad inizio gara, sei già fregato. Ecco, le gare del CIRT hanno rappresentato un importante passo avanti nella nostra esperienza”.

Il successo nel CIRT fa il paio con l’ottima partecipazione – la prima – al Raceday, conclusa con un netto successo in N2. Anno d’oro, vissuto con Daniel Casadei al tuo fianco (ad eccezione del Nido dell’Aquila, corso con uno dei migliori coequipier sammarinesi in circolazione, Mirco Gabrielli).

“Corriamo insieme sin dagli inizi, siamo affiatati. Mi sa gestire bene, è preciso, preparato, lucido. Nella stesura delle note è bravissimo: i suoi consigli ci permettono di entrare in gara preparati, nonostante i passaggi contingentati in ricognizione”.

Oltre che con lui, con chi condividi il doppio successo di questo 2018?

“Con chi ha creduto in quest’avventura, dandoci un appoggio fondamentale. Quindi, scuderia Malatesta, PB Racing e la mia famiglia, inclusa la mia ragazza. Un grazie anche agli amici che ci hanno seguito e tifato”.

Il Raceday è partito al Marche senza di te. Ti rivedremo in azione dal Prealpi?

“No, purtroppo questa stagione non disputerò il Raceday. Mi sono svenato per correre il CRT… Spero di poter correre al Valtiberina, una gara stupenda, tecnica, con prove del Sanremo iridato, ma sarà comunque un una-tantum. E non penso nemmeno di poter difendere la Coppa appena conquistata nel CIRT, l’anno prossimo… A meno che non saltino fuori aiuti importanti, l’obiettivo per il 2019 sarà quello di disputare la dodicesima edizione del Raceday, quella che inizierà in autunno”.

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