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Dalmazzini riparte dalla terra: CIRT e Sardegna WRC con la Fiesta R5 di GB Motors

Chiusa la breve parentesi asfaltista, il 25enne di Pavullo torna al fondo a lui più congeniale per… difendere con un anno di ritardo lo scudetto vinto nel 2017. Nel mirino pure l’intero rally iridato sardo, saltato per ragioni di budget dodici mesi fa. Con lui, sulla vettura preparata dal team di Casinalbo, sempre il toscano Giacomo Ciucci.

Scusate, dov’eravamo rimasti? Ah, già, adesso ricordiamo: alla foto (Acisport) che correda quest’articolo, ovvero al titolo italiano conquistato a Radicofani, fine ottobre 2017. Andrea Dalmazzini, si congedò così, da campione, dal CIRT e dalle gare su terra. Ad un anno e mezzo da quel giorno di gloria, Dalmazzini si accinge a riproporsi sul fondo a lui più caro, per riallacciare il discorso agonistico interrotto sul più bello alla fine del 2017 e anche, se non soprattutto, per ridare slancio alla propria crescita. Diciamocelo pure: questo ritorno alle strade bianche non stupisce. Perché il dirottamento su un programma a base di asfalto - e pure a singhiozzo -, ‘consigliato’ dai vertici federali lo scorso anno in cambio di un supporto all’acqua di rose, aveva un destino segnato. Puntualmente concretizzatosi in qualcosa di poco più di un anno perso (anche se il diretto interessato si guarda bene dal dirlo). Arrivato alla fine della strada a fondo cieco, al miglior pilota emiliano non  è rimasto che innestare la retro e tornare sulla via maestra.

E terra sia, dunque. Il 2019 di Andrea Dalmazzini si chiamerà Campionato Italiano Rally Terra, ma anche Rally Italia Sardegna: il piano agonistico steso dal pilota in sinergia con X-Race Sport e G.B. Motors, prevede infatti che il talento pavullese disputi non solo la prima tappa della gara sarda, valida appunto per il tricolore terra, ma l’intera corsa iridata. Quella stessa gara che rappresentava il fiore all’occhiello dell’anno passato e che poi è svanita a fine maggio, causa problemi di budget. Programma costruito con un occhio al futuro e fondato su una squadra di provato successo: con Andrea correrà il bravo Giacomo Ciucci (ad eccezione dell’Adriatico, per ragioni personali del navigatore toscano), e la vettura sarà sempre la Fiesta Evo2 gommata Pirelli curata dalla professionale struttura di Alfonso Giacobazzi.

Non ci resta che allacciare l’interfono con il pilota e farci raccontare dal diretto interessato prospettive ed aspettative di questo progetto: “Torno ai rally su terra non solo perché questo è il fondo che prediligo, ma anche perché è su queste strade che vedo il futuro – spiega Dalmazzini -. L’obiettivo, infatti, resta sempre quello di riuscire a correre all’estero, possibilmente in qualche tappa del WRC: se riuscirò a rastrellare un budget sufficiente per farlo, magari già nel 2020, è la terra che mi permetterà di arrivare più preparato per affrontare questa esperienza. Inoltre, l’opzione CIR sarebbe stata impraticabile per i costi, decisamente troppo elevati. Diciamo che, anche volendo, non avevo alternative: ma questo programma mi soddisfa in pieno, perché mi permetterà di disputare una stagione in un contesto di alto livello”.

Nel CIRT, in effetti, dovresti trovare tra i tuoi rivali un certo Umberto Scandola.
“Eh, la voce sta girando – sospira -… Manca un mese e mezzo alla prima gara, è ancora presto per capire chi ci sarà veramente, tuttavia si direbbe proprio che il livello del campionato sarà molto alto”.

Un ex campione non può correre per niente meno che il bottino tricolore.
“Non sarà semplice. È chiaro che, idealmente, vorremmo batterci per ripetere il successo di due anni fa. Adesso, però, non ha senso fare proclami: c’è da vedere chi farà il campionato, e quali saranno i rapporti di forza. Noi, tra l’altro, non corriamo sulla terra dal Val d’Orcia 2017: abbiamo perso l’abitudine, dovremo fare dei chilometri per riprendere confidenza con le strade bianche. Sono fiducioso perché conosco il valore del team, del mio navigatore e della vettura, in più avremo il supporto di Ford Italia in Sardegna ed al Tuscan Rewind, cosa che non guasta. Di sicuro, non lasceremo nulla d’intentato”.

A fine 2017, avevi detto che Skoda Fabia stava diventando la prima forza sulla terra. La scorsa stagione ha confermato questa teoria: non temi che la Fiesta rappresenti uno svantaggio sul piano tecnico?
“Vista da fuori, la Skoda sembra in effetti avere qualcosa in più. Tuttavia, non la vedo per niente grigia. La Fiesta resta un’ottima vettura e, sulla terra, credo che il pilota riesca ancora a fare una certa differenza”.

A fine stagione, tra l'altro, potreste disporre della nuova Fiesta.
“Io parto considerando quello che ho a disposizione, quindi la vettura che ben conosco. Sì, so che c’è la possibilità di avere la Fiesta evoluta, in autunno: se così sarà, avremo un’arma in più. In ogni caso, ritengo che G.B. Motors sia una garanzia assoluta, a prescindere dal modello del quale disporrò: mi sento assolutamente tranquillo, sotto il profilo tecnico”.

Il tuo menu stagionale ripropone il Sardegna edizione WRC.
“Un’opportunità importante, alla quale tengo molto. La gara è bellissima, uno splendido banco di prova sul quale sento la necessità di cimentarmi. Così come non vedo l’ora di confrontarmi con gli avversari del WRC”.

Cosa ti resta della passata stagione?
“Mi ha insegnato tanto. Sull’asfalto, lo sapete bene, non avevo esperienza: è stata una buona occasione per migliorarmi anche su quel fondo. Poi, non dimenticherei la vittoria a Modena: una bella soddisfazione, frutto appunto di quanto appreso durante la stagione. Devo dire, infine, che nel 2018 mi sono pure divertito. Anche se l’asfalto non è come la terra…”.

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