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Dalla motonautica ai rally: Lorenzo Grossi verso l’esordio all'Appennino Reggiano

Sei anni dopo aver lasciato gli abitacoli delle imbarcazioni di F2, l’ex vice iridato di Calerno si ‘converte’ alle gare su strada. Esordio nella gara di casa con una Opel Kadett gruppo A griffata Collecchio Corse.

Se sull’asfalto saprà andare forte come sull’acqua, ci sarà da divertirsi. Già, perché Lorenzo Grossi, nel mondo della motonautica, non è stato uno dei tanti: il titolo di vicecampione del mondo OB250 del 1995 ed i cinque argenti nel tricolore F2 (di fatto, la categoria regina delle gare in circuito in ambito nazionale) certificano un pedigree di razza. A distanza di quasi sei anni dal traumatico addio alle corse (Lorenzo si ritirò dopo la scomparsa dell’amico e compagno di squadra Paolo Zantelli), il reggiano è ricaduto nella… febbre da corsa e la nuova frontiera agonistica che andrà a scoprire sarà, appunto, quella dei rally.

“Sono appassionato di motori a tutto tondo – si presenta Lorenzo, 45 anni da compiere ad agosto – e, sebbene abbia corso sempre in motonautica, ho un debole per i rally sin dall’infanzia. Ricordo in particolare le edizioni degli anni Ottanta dell’Appennino Reggiano, quelle delle sfide tra Ragastas e Maioli per intenderci: fu allora che iniziai a seguire la specialità, e non ho mai smesso di farlo, anche se solo da appassionato”. Tutto questo, sino a poco tempo fa. Poi, complice l’amicizia con Gianni Assirati, boss di Collecchio Corse, la voglia di provarci ha preso forma, sino a maturare in un progetto ormai maturo: “la macchina con la quale correrò il mio primo rally sarà la mia Kadett GSI 2000cc 16V del ’91 (foto), che schiererò in classe A7. In termini di preparazione direi che siamo praticamente a posto, dovremo sistemare gli ultimi dettagli in queste settimane”.

La scelta della vettura è forse un po’ contro corrente, rispetto alle tendenze di questi anni. Non per Lorenzo: “Sono innamorato di questa vettura, che avevo acquistato anni fa con l’intenzione di divertirmi un po’ in pista. Non c’è auto migliore per esordire nei rally, almeno per le mie esigenze: per questa prima uscita non avrò ambizioni particolari se non quelle di capire come mi trovo nei rally, come funziona il tutto e, naturalmente, divertirmi, senza dare troppo peso al cronometro. Poi, c’è l’Appennino Reggiano: è incredibile essere al via della gara di casa, correre sulle strade che mi hanno fatto appassionare e sulle quali ho sempre sognato di misurarmi. Dobbiamo solo definire se disputare la gara Internazionale o quella Nazionale”.

E dopo l’Appennnino Reggiano? “Per quest’anno, probabilmente, non farò altri rally. Anche perché sto acquistando un’altra Kadett che voglio mettere a posto per poter correre, dal prossimo anno, nei rally storici”.

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